EMERGENZA COVID-19 SOPRAVVIVERE ALLA MORTE IMPROVVISA DEI NOSTRI CARI – COME AIUTARE I NOSTRI BAMBINI E I NOSTRI RAGAZZI –

Nel post precedente mi sono dedicata agli adulti, ora vorrei pensare a loro, ai nostri ragazzi.
Questo virus maledetto sta portando via i nonni dei nostri figli. Molti bambini torneranno a scuola, riprenderanno la loro vita avendo subito questa grave perdita, in silenzio perché molti di loro non li hanno potuti nemmeno salutare.
Si ritroveranno senza quella presenza, spesso quotidiana, che ha accompagnato fino ad oggi la loro crescita, spesso i nonni sono i principali alleati dei nostri figli.
Improvvisamente si sono ammalati, e improvvisamente non potranno esserci più.

Purtroppo non possiamo evitare di far sperimentare ai bambini il dolore, e gli inevitabili “vuoti” e i cambiamenti che irromperanno all’interno delle loro famiglie.
I genitori tendono a nascondere o a mascherare la verità per proteggerli o perché si sentono inadeguati nell’aiutarli e nel gestire le loro reazioni istintive.

Ma il silenzio non protegge i bambini.

I bambini percepiscono la verità e i non-detti generano loro angoscia poiché non comprendono l’origine delle loro emozioni.
Si sentono esclusi, soli e non sanno il perché.

Come per gli adulti, anche per i bambini così come per i ragazzi, si tratta di un PERCORSO da affrontare, un PERCORSO DI ELABORAZIONE E ACCETTAZIONE che può prendere avvio solo all’interno di un rapporto basato sul dialogo e la fiducia.
Il percorso sarà tanto più positivo quanto più le relazioni familiari e sociali che dialogano con loro sono adeguate.

Il principale strumento sarà quindi il DIALOGO:
i bambini piccoli faranno domande sulla morte in base alla loro età, i bambini più grandi si chiederanno se questo virus potrà portare via anche i propri genitori e se stessi, i ragazzi sentiranno un vuoto nella pancia rendendoli più nervosi o più apatici.

HANNO BISOGNO DI PARLARNE E DI ESSERE ASCOLTATI!
Hanno bisogno di sentire di poterne parlare, di poter piangere senza il timore di “distruggere” e aggiungere sofferenza in chi si occupa di loro.
Non è facile per un genitore “spezzato” reagire, ma il genitore sofferente non può nascondersi, fingendo di essere forte, quasi insensibile, altrimenti farà credere ai propri figli che solo loro sono deboli e sofferenti.

PIANGERE INSIEME, FAR RIEMERGERE RICORDI INSIEME della persona che non c’è più non farà altro che aiutare i nostri figli a riconoscere le proprie emozioni e a non averne paura.

Ciò che li potrà aiutare è anche ASCOLTARE LA LORO RABBIA, comprenderla MA NON FARLA PROPRIA, NON AGGIUNGETE LA VOSTRA, non gli appartiene, dovete risolvervela da soli.

AFFIANCATELI SECONDO I LORO TEMPI, i bambini sono diversi, le reazioni sono diverse, lasciatevi guidare da loro senza la paura di non saperlo fare. L’istinto e l’amore vi guideranno, state molto attenti a NON FARVI CONSOLARE DAI VOSTRI FIGLI, per farlo negherebbero la propria sofferenza, i propri bisogni.

ORGANIZZATE CON I BAMBINI E I RAGAZZI APPENA POSSIBILE RITI DI COMMIATO facendoli sentire parte attiva, li aiuterà a concretizzare alleviando un po’ del loro senso di solitudine.

Purtroppo, il carico emotivo che comporta il subire un “lutto COVID” genera un vero e proprio trauma, molti avranno bisogno di un supporto psicologico e dovrà essere trattato come un Disturbo Post Traumatico da Stress.

Come sempre facciamo del nostro meglio, niente è perfetto, del nostro meglio.
Spero che questi spunti possano esservi utili per voi o per qualcuno che ne abbia purtroppo bisogno. Vi abbraccio

#insiemecelafacciamo