NON RIESCO A RIPRENDERE IL SENSO DELLA MIA VITA: QUANDO L’ELABORAZIONE DEL LUTTO E’ COMPLICATA

Come stai?

 

Sono passati circa 6 mesi dall’esplosione della pandemia, periodo drammatico in cui tanti di noi hanno perso i propri cari…ci siamo raccontati, confidati, sostenuti. Le vite di molti però sono cambiate, non di tutti.

Ci sono persone che stanno elaborando un lutto, è un percorso…non è un gesto.

 

Ecco perché vi chiedo come state? A che punto siete?

Si è arrivati alla fine del percorso quando chi sopravvive è riuscito ad adattarsi alla perdita della persona amata compiendo una revisione della sua identità…

cosa vuol dire?

Vuol dire che sta imparando a vivere senza il defunto, che sta sviluppando nuovi legami psico-sociali per recuperare una vita di senso, anche senza la persona amata.

Non sarà la stessa, sarà diversa ma piena di senso.

Io dico sempre ai miei pazienti… “sei arrivato quando nel pensare a tuo marito, a tua figlia, a tua mamma o al tuo papà provi tenerezza, pienezza e non più rabbia o angoscia”.

 

Non illudiamoci la tristezza ci sarà sempre, sarà la prova del nostro amore e affetto verso la persona che non c’è più. La tristezza però deve unire non deve allontanare, deve dare l’energia per tornare a vivere.

 

Per tutti l’elaborazione del lutto è lunga, 6 mesi sono pochi. State ancora faticando sicuramente.

 

Vediamo le fasi del Lutto:

  1. Trauma e incredulità (shock)
  2. Negazione
  3. Oscillazione tra negazione e realtà
  4. Presa d’atto della perdita subita
  5. Periodo di sentimenti negativi
  6. Ristrutturazione del campo di vita

 

Ma vi chiedo come state perché dovreste sentire un cambiamento, piccoli miglioramenti, dovreste sentire che state camminando. Per qualcuno non è così ed è per questo che la letteratura suddivide il Lutto tra Normalità e Patologia, in quest’ultimo caso si parla di Lutto Complicato.

 

Provate ad ascoltarvi, solo voi potete rispecchiarvi in quello che vi dirò:

si parla di lutto complicato quando si ha un blocco nelle prime fasi dell’elaborazione del lutto quindi un mancato superamento di una o più fasi o prolungamento e intensificazione di una di esse.

Si rimane incastrati nella fase della disperazione con conseguente depressione oppure si riesce a riprendere una vita ma bloccati nella fase della Rabbia.

 

Da cosa dipende?

 

– sicuramente dal tipo di morte (se la perdita è avvenuta in circostanze drammatiche – le morti traumatiche per Covid sono di particolare difficoltà)

– dalle caratteristiche della persona e dalle sue strategie di resilienza e di coping e quindi anche dalla propria autonomia psicologica (tendenza all’ansia, all’autorimprovero, alla repressione delle emozioni)

– dal tipo di rapporto e legame, da ciò che è rimasto in sospeso

– dal supporto esterno, dai legami altri che il sopravvissuto ha intorno a sé e dalla presenza di bambini da accudire o preoccupazioni economiche

Come state?

 

Provate ad ascoltarvi per valutare se persistono alcuni di questi sintomi:

  • depressione e tristezza che non evolvono, non cambiano
  • negazione e sensi di colpa sempre persistenti
  • cambiamenti bruschi nel comportamento
  • idealizzazione della persona defunta
  • abuso di anestetici come psicofarmaci, insonnia, fissazioni, cibo, alcool
  • idee persistenti di suicidio, per stare con la persona amata

 

Possiamo parlare di BLOCCHI IN ALCUNE FASI definendolo:

 

  • Lutto inibito: assenza dei normali sintomi psicologici
  • Lutto differito: il lutto si esprime più sul corpo somatizzando disturbi fisici che sul comportamento
  • Lutto cronico: spesso il blocco è nella fase della RABBIA, e quando parli con queste persone sembra che la persona sia morta ieri e non mesi fa

 

Se vi sentite in difficoltà fatevi aiutare, bisogna comprendere in quale fase vi trovate, riscoprire le vostre risorse, aiutarvi a fronteggiare la sofferenza per attraversarla e superarla.

 

L’obiettivo non è di non sentire più dolore, ma di sentire di poterlo affrontare.

 

La persona amata non sarà mai dimenticata, dalla testa deve passare al cuore e lì troverà rifugio per sempre perché voi saprete darglielo. Intanto però che vivete la vostra vita.

 

Chiedetevi come state, a che punto siete.

Vi abbraccio…forte